2: (Perfino) l’Europa può essere amica

Le 7 Rivoluzioni: istruzioni per l’uso

Può l’Europa essere qualcosa di diverso e di meglio delle normative sulla curvatura delle banane e l’imposizione di pesanti sacrifici? Sì, a patto di saper cogliere le opportunità che l’Europa stessa ci offre. Occorre però affrontare le sfide e (ri)pensare seriamente il nostro futuro. In palio ci sono sei miliardi di euro di fondi europei stanziati per finanziare grandi progetti di sviluppo. Tra questi, anche quelli che disegneranno il volto della Cagliari futura e che ci impegniamo a far partire nei primi sei mesi di governo.

L’Europa infatti incentiva le smart city, ossia le “città intelligenti”, capaci di coniugare sostenibilità e competitività.Non si tratta di realizzare qualche giardinetto o qualche rotonda in più: occorrono iniziative serie e una visione a lungo termine. Parliamo di una rinnovata stagione di programmazione strategica.

Sembra troppo complicato o ambizioso? Solo per chi in questi anni alla guida della città ha dimostrato di non avere competenze né capacità. Perché, e qui sta il bello, grazie alle sue caratteristiche ambientali e fisiche Cagliari possiede alcune delle caratteristiche che l’Unione Europea chiede alle smart city per finanziare progetti innovativi e di grande crescita. I sei parametri “intelligenti” sono infatti: l’economia, la mobilità, l’ambiente, la società, la qualità della vita e un modello di governance.

Il nuovo Piano Strategico sarà lo strumento di sviluppo economico di Cagliari e dell’Area Metropolitana. Noi lo abbiamo voluto chiamare il “Piano per lo sviluppo Smart della Città Metropolitana di Cagliari”, e ha come orizzonte temporale il 2050. È il punto di partenza di una nuova stagione di pianificazione attraverso la quale la città potrà diventare luogo di progresso sociale e polo di attrazione per risorse umane, culturali ed economiche. Lo abbiamo sviluppato partendo da un articolato processo di ascolto che ha coinvolto centinaia di cittadini comuni, professionisti, imprese, commercianti per definire non solo il quadro delle necessità contingenti, ma per costruire assieme un’immagine condivisa di futuro. Un futuro che dia risposte ai cittadini, garantisca lavoro e progresso sociale, che offra opportunità in ogni ambito e una migliore qualità della vita.

Il futuro che Cagliari merita, insomma.

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