Governo, Massidda: Sardegna umiliata senza rappresentante in esecutivo

Così Piergiorgio Massidda sul rimpasto di governo annunciato ieri sera al termine del Consiglio dei Ministri

“Da parlamentare sono sempre stato critico nei confronti di governi amici e “nemici” per la scarsa rappresentanza della Sardegna all’interno delle varie compagini governative, ma è la prima volta che mi trovo davanti a un governo politico totalmente privo di un rappresentante sardo”. Così Piergiorgio Massidda sul rimpasto di governo annunciato ieri sera al termine del Consiglio dei Ministri.

“È vero, non esiste una regola scritta che imponga al Presidente del Consiglio di avere all’interno della sua squadra almeno un componente per ogni regione – aggiunge il candidato sindaco della coalizione civica Cagliari 2016 – ma è possibile che secondo Renzi non ci sia nessun sardo capace e meritevole di entrare a far parte di una pletora di quasi settanta persone?”

“Questa totale mancanza di interesse per la Sardegna da parte del governo nazionale si può tradurre solamente in una sostanziale e sonora bocciatura della classe dirigente che governa la Regione e le maggiori città dell’isola ormai ridotte a condomini e ordinaria amministrazione”.

“Non nascondo di aver apprezzato la sensibilità e il segnale politico dato dal Presidente del Consiglio quando decise di connotare il governo con una forte presenza femminile – continua Massidda –  mi sarei aspettato la stessa sensibilità nei confronti di una regione che per storia e peculiarità ha dato e continua a dare tanto al nostro Paese”.

“Mi auguro che i sardi si ricordino di questa ennesima umiliazione quando tra qualche mese Renzi, i suoi ministri e i suoi sottosegretari sfileranno in campagna elettorale dichiarando quanto amino Cagliari e quanto considerino importante la nostra Regione”.

da Casteddu Online 29 gennaio 2016
http://www.castedduonline.it/sardegna/campidano/31866/governo-massidda-sardegna-umiliata-senza-rappresentante-in-esecutivo.html

Massidda: bivacco in caserma polizia quanto più di disumano per poliziotti e migranti

“Questo non è modo di trattare poliziotti e migranti”. Lo afferma Piergiorgio Massidda, raccogliendo l’allarme dei sindacati di polizia a proposito del disumano bivacco nella caserma ‘Carlo Alberto’ di viale Buoncammino, dove sono stati trattenuti 20 extracomunitari in attesa di espulsione.

“È ormai assodato che la chiusura del Cara di Elmas e la sistemazione dei migranti nell’Hotel 4 Mori non è una scelta giusta – dice Massidda -, per la città, per i poliziotti e per i migranti. Ma aver utilizzato una caserma per trattenere gli espulsi è quanto più di disumano si potesse vedere. Uomini sul pavimento e coperti con plaid d’emergenza è un insulto non solo all’umanità dei poliziotti, ma a quella dell’intero popolo sardo”.

“Esprimo la mia più totale solidarietà ai poliziotti e chiedo ancora fermamente al Ministro degli Interni che vengano inviati uomini e mezzi a Cagliari per garantire la sicurezza della città e degli stessi operatori di polizia. Qui – conclude Massidda – è evidente che tutti i livelli periferici dello Stato sono abbandonati a se stessi e devono tamponare l’emergenza con soluzioni improvvisate. E’ urgente che il Governo dia adeguate risposte ai poliziotti e strumenti alla Prefettura”.

Chiusura Decimomannu, un danno economico da 12milioni per l’Area Vasta di Cagliari

Impossibile continuare a perdere pezzi in maniera così scriteriata e dissennata. L’abbandono della Luftwaffe, l’aviazione tedesca, che lascia la base dell’Aeronautica di Decimomannu dopo 57 anni, è un altro disastro per l’economia dell’intera area vasta e per la città di Cagliari. Una chiusura che arriva dopo quella definitiva del Centro manutenzione dei C 130 di Elmas, a dicembre, che ha prodotto immediatamente 15 disoccupati, i dipendenti della ditta di pulizie, nel silenzio più generale.
Assisteremo ora, impotenti, ad una seconda ‘La Maddalena’ dopo l’addio degli americani dall’isola, con altre centinaia di disoccupati, questa volta nel sud della Sardegna. Personale militare, civile che troveranno altra collocazione fuori dalla nostra Isola, spenderanno i loro stipendi in altre Regioni, le ditte d’appalto di pulizie, trasporti, manutenzioni, viveri e approvvigionamenti saranno invece costrette a chiudere. E a produrre altri disoccupati.
Questo è ciò che ha prodotto la becera battaglia della sinistra contro i militari, contro le basi: “Fuori dalla Sardegna”, dicono i ben pensanti della sinistra con il portafogli e la pancia piena, ma in cambio non propongono nulla di alternativo. Solo il deserto economico. Con la complicità della Regione ed il silenzio assordante del sindaco di Cagliari che non si rende conto del disastro a cui stanno andando incontro la città e l’intera Area vasta.
È questa la Sardegna, la Cagliari, l’Area vasta che vuole la sinistra? Noi non ci stiamo. I dati parlano chiaro: l’aeroporto di Decimomannu offre il supporto tecnico-operativo per le varie forze armate e per le ditte specializzate come la Vitrociset che investe circa 800 milioni di euro all’anno che scelgono Decimo per l’altissima valenza operativa.
Nell’aeroporto di Decimo è presente il Servizio Meteorologico regionale , l’80° Gruppo Elicotteri SAR per il soccorso ai civili (1000 interventi reali negli ultimi 50 anni di cui 950 per interventi a favore della popolazione civile) e per la prevenzione agli incendi, l’importantissimo “Servizio di avvicinamento” per tutti gli aerei civili che atterrano all’aeroporto di Elmas offerto da specialisti dell’Aeronautica Militare (nel 2015, con la gestione di 34000 voli civili e 5000 militari).
Un “sistema Difesa” che riversa su tutta l’area Vasta di Cagliari (Decimomannu, Villasor, San Sperate, Decimoputzu, Uta, Villaspeciosa, Assemini, Elmas, Uta, Quartu, Sestu, Monserrato, Quartucciu, Selargius e altri Comuni) un impatto economico e sociale impressionante. Sono impiegati attualmente 2000 lavoratori tra militari e civili per oltre 80 milioni di euro di stipendi, operano 80 ditte esterne a vario titolo per altri 1000 lavoratori della zona impiegati da ditte locali che svolgono servizi ed attività a supporto alle installazioni (servizi mensa, pulizie, manovalanza, lavori edili) con un volume d’affari che oscilla dai 10 ai 12 milioni di euro e infine investimenti con contratti centralizzati per oltre 15 milioni di euro. In mancanza di alternative valide e concrete, il mantenimento dell’attuale impianto economico-lavorativo militare e civile dovrebbe essere una priorità della politica della Regione Sardegna e degli amministratori locali.
Infine bisogna tenere conto delle imposte sulle retribuzioni che il personale versa nelle casse della Regione Sardegna che ammonta a circa 7 milioni di euro l’anno a titolo di IRAP e addizionale regionale IRPEF oltre che circa 400 mila euro di addizionali comunali ai vari comuni nei quali risiede il personale.
È questo l’impatto e le conseguenze dell’abbandono dell’Aeronautica militare tedesca, che compre il 50% dei costi di gestione dell’aeroporto di Decimomannnu. Cagliari, l’Area Vasta e l’intera Sardegna non possono permettersi di ritrovarsi di fronte ad un nuovo deserto economico.

Termovalorizzatore, Scalas: dimenticate l’Area vasta e l’ecologia

REAZIONI. No dei civici e federalisti

2016-01-28 - Unione Sarda - pag. 13Il tema dei rifiuti spalanca le porte a dubbi e critiche. Puntuali quelle di Enrico Lobina (candidato sindaco di Cagliari Città Capitale che sull’argomento ha sollecitato un dibattito in Consiglio) e di Gianfranco Scalas, presidente nazionale di Fortza Paris in lizza alle amministrative in appoggio al cartello civico Cagliari 2016 che sostiene Piergiorgio Massidda.
[…] Per Gianfranco Scalas (che attacca la decisione di procedere con la realizzazione della discarica a Macchiareddu) il sindaco «dimentica l’Area vasta e l’ecologia». L’affondo: «Questo non è un modo di pensare e agire da sindaco della futura città metropolitana». Non ha senso, per il presidente di Fortza Paris, «nascondere la polvere sotto il tappeto realizzando un ecomostro a distanza di sicurezza dallo sguardo dei cagliaritani di città e avvelenando i cagliaritani di periferia, compromettendo inoltre la salubrità e lo sviluppo ecosostenibile di intere aree che potrebbero rappresentare un sicuro arricchimento dell’offerta turistica». Sul ruolo che il prossimo sindaco dovrà avere all’interno della città metropolitana: «Come si può pensare di realizzare un termovalorizzatore al centro di due perle naturalistiche come l’oasi di Monte Arcosu e la laguna di Santa Gilla?»

dall’Unione Sarda del 28 gennaio 2016

Sui rifiuti Zedda dimentica l’area vasta e l’ecologia

G. Scalas (Fortza Paris): Zedda senza partito, ma quella «E» di SEL voleva dire ecologia

Questo non è un modo di pensare e agire da sindaco della futura città metropolitana“. Così Gianfranco Scalas, leader di Fortza Paris, attacca la decisione di Massimo Zedda di procedere con la realizzazione della discarica a Macchiareddu.

Non ha senso nascondere la polvere sotto il tappeto realizzando un ecomostro a distanza di sicurezza dallo sguardo dei cagliaritani di città e avvelenando i cagliaritani di periferia, compromettendo inoltre la salubrità e lo sviluppo ecosostenibile di intere aree che potrebbero rappresentare un sicuro implemento dell’offerta turistica“. Il presidente della formazione federalista che alle prossime comunali di Cagliari correrà nella coalizione civica guidata da Piergiorgio Massidda pone l’accento sul ruolo che il prossimo sindaco dovrà avere all’interno della città metropolitana: “dobbiamo entrare sempre più nell’ottica dell’Area Vasta che vedrà al centro anche lo sviluppo turistico sui monti di Capoterra, Assemini e Uta – prosegue Scalas – come si può pensare di realizzare un termovalorizzatore al centro di due perle naturalistiche come l’oasi di Monte Arcosu e la laguna di Santa Gilla?” “L’ Amministrazione di Cagliari non può fare spallucce davanti alla ferma opposizione delle comunità delle zone interessate che hanno già espresso il loro secco rifiuto”. “È vero che il sindaco Zedda non ha più un partito – conclude Scalas – ma non è passato così tanto tempo da dimenticarsi che quella «E» di SEL voleva dire ecologia”

da Cagliari Globalist del 27 gennaio 2016
http://cagliari.globalist.it/Detail_News_Display?ID=125172&typeb=0&sui-rifiuti-zedda-dimentica-l-area-vasta-e-l-ecologia-

Lettera aperta a Pierpaolo Vargiu

Caro Pierpaolo ,

da sempre apprezzo il tuo impegno per la città, ma questa volta non ti capisco. Sei riuscito, come me, a riunire tante persone su un progetto di cambiamento, le hai portate a votare a delle primarie che sono state un bel momento di partecipazione, e adesso che fai?

Come sai e leggi anche noi stiamo coinvolgendo migliaia di persone su un progetto veramente civico, innovativo e inclusivo che superi le gabbie del centrosinistra, centrodestra o cinque stelle e che unisca tutti su un programma di rinascita di Cagliari senza interferenze dei partiti nazionali, che obbligano spesso i propri iscritti a seguire strade diverse da quelle necessarie alla propria comunità.

Per questa scelta coraggiosa tanti di noi vengono oltraggiati e derisi e perciò pagano un alto prezzo per difendere la loro libertà di credere in vie diverse da quelle percorse nel passato.

E tu ora che cosa mi chiedi di fare? Di dire alla nostra gente “ragazzi, è stato bello, abbiamo scherzato!”. Dopo la alleanza del tuo polo civico e parte di Forza Italia dovrei dire loro: “Adesso si torna dai partiti a chiedere loro che cosa si deve fare!”. Andiamo a chiedere ai colonnelli, che hanno perso tutte le ultime battaglie politiche in città, ma soprattutto la credibilità, come battere il centrosinistra?

Mi dispiace Pierpaolo, questo, a parere nostro, non è un passo indietro ma è un’inversione a ‘U’, non è “Cambia Cagliari ” ma “Continua Cagliari”, con i partiti romani che ci guarderanno bisticciare come i polli di Renzo. La nostra battaglia non è contro uno o più singoli, foss’anche Zedda. La mia, e quella di tanti amici, è contro un sistema di potere che ha mortificato l’impegno e l’intelligenza dei cagliaritani che, come oggi avviene ancora grazie al Pd, dovevano passare attraverso il partito di governo per essere ascoltati.

Mi dispiace Pierpaolo ma non mi interessa sedermi per discutere di assessorati o di chi sarà il prossimo governatore della Sardegna. Per la prima volta, da decenni, qualsiasi cagliaritano potrà ambire a rappresentare le sue istanze, senza liste predefinite ed amministratori predeterminati dalle segreterie di partito. Ti ricordo che questa si chiama democrazia liberale, quella per la quale io e te ci siamo spesi sin da ragazzi.

Pertanto se le tue proposte non sono, come diciamo a Cagliari con le solite “trasse” e “murighi” dei noti politicanti ma una vera volontà di rispondere alla richiesta di larga parte dei cittadini di far fare un passo indietro alle logiche dei partiti, con segnali indiscutibili di anteposizione degli interessi della nostra comunità, incontriamoci al più presto per unirci.

Ma se tu non condividi questo nostro obiettivo, è meglio che entrambi si segua la nostra strada, io come candidato a sindaco scelto da parte di tanti cittadini provenienti da esperienze politiche diverse (centrodestra, centrosinistra, cinque stelle e identitari), e tu, legittimato da primarie, abbi il coraggio di candidarti senza farti condizionare dagli umori dei colonnelli alleati.

Con amicizia,
Piergiorgio

«Fondi e bonus per le coppie che non abbandonano la città»

2016-01-24 - Unione Sarda - pag. 20«Università, politica degli alloggi e centri di incontro». Il polo civico di Piergiorgio Massidda si allarga con la lista Giovani al centro (la settima) nella corsa per la conquista del Municipio. Ieri mattina, nel quartier generale di Cagliari 2016 il candidato sindaco e Stefano Agus, un componente della squadra di giovani che ha deciso di sostenere il progetto dell’ex senatore di Forza Italia, hanno spiegato i motivi dell’intesa.
AIUTARE I GIOVANI Nella sala di via dei Carroz che ogni sabato (Massidda conosce i segreti della comunicazione) ospita la presentazione di una lista le facce giovani sono poche. «Stanno ancora dormendo», dice il candidato sindaco indicando un sms sul cellulare. «Ieri hanno lavorato in discoteca, si guadagnano il pane così». Agus torna sui temi politici. «Abbiamo l’obiettivo di aiutare i più giovani, puntando sul sociale e sullo sviluppo dell’imprenditoria. È importante rivalutare la politica degli alloggi per far rientrare i ragazzi in città». Come, lo spiega Corrado Testa, coordinatore della lista: «Non vogliamo aumenti di cubature, ma sfruttare gli spazi già esistenti. Una soluzione per attrarre i giovani in città potrebbe essere quella di garantire bonus per la ristrutturazione ai proprietari di appartamenti in cambio di affitti bassi. Oppure – aggiunge Testa – sopperire alle banche creando fondi di garanzia per l’acquisto della prima casa».
TUTTI ALLA FIERA Prima di tutto la notizia: «Il 13 febbraio presenteremo il nostro programma alla Fiera», Massidda suona la carica. «Molti giovani non hanno votato, e li capisco. È una generazione che parte sfiduciata. I partiti sono ancora legati ai vecchi concetti di bottega: accordi in cambio di voti». Il riferimento al patto raggiunto venerdì tra il candidato sindaco Pierpaolo Vargiu e Forza Italia è esplicito. Sarà un assist a Massimo Zedda? «Voglio capire qual è il loro progetto, che però mi sembra essere stato condiviso in una grande cabina telefonica. Non siamo contro Zedda, ma per la città. Abbiamo la volontà di cambiare, ma con le idee e non con gli schematismi decisi a Roma e Milano
L’APPELLO DI VARGIU Pierpaolo Vargiu, forte dell’adesione di Ugo Cappellacci (coordinatore regionale di Forza Italia) al progetto #CA_mbia rinforza il concetto di unità in una lettera inviata al «Caro Piergiorgio. Le elezioni sono imminenti e non c’è più tempo da perdere. Ti chiedo di incontrarci tra noi, ma anche con le forze politiche di ispirazione liberale, per verificare se possiamo trovare le condizioni per presentare un’alleanza comune per Cagliari, con unico programma e unico candidato sindaco».

dall’unione sarda del 24 gennaio 2016

“Giovani al centro” con Massidda: “Dateci lavoro. per non emigrare”

Presentata la lista Giovani al Centro. Massidda: entusiasta di vedere così tanti ragazzi che si mettono in gioco

“Giovani al Centro con Massidda Sindaco: lavoro per tenere i giovani in città al via il comitato dei 100”. Stamattina nella sede del comitato Cagliari2016 è stata presentata la lista Giovani al Centro che si aggiunge alla coalizione civica a sostegno della candidatura di Piergiorgio Massidda a sindaco di Cagliari.

“Giovani al Centro” come spiega Corrado Testa, coordinatore del neonato progetto civico “è formata da professionisti, universitari, e giovani imprenditori che hanno deciso di impegnarsi in prima persona per cambiare Cagliari. Bisogna invertire la tendenza perché una città come la nostra che fa scappare i giovani fa scappare il futuro. La scelta di sostenere Piergiorgio Massidda nasce dall’adesione al suo programma, fatto principalmente di proposte concrete per creare ricchezza e occupazione, e dalla consapevolezza che Cagliari ha bisogno della sua esperienza e della sua energia”.

Piergiorgio Massidda si dice “entusiasta di vedere così tanti giovani che si mettono in gioco. In maggioranza donne, serie e agguerrite. Molti di loro non hanno neanche mai votato perché disillusi da un sistema politico stanco che non riesce più a dare risposte alla gente. Credo che una città come la nostra, con una università di oltre 40 mila iscritti debba dare spazio alle necessità delle fasce più giovani, anche con una rappresentanza nella futura Giunta. Dobbiamo mettere ognuno nelle condizioni di trovare la propria strada e raggiungere traguardi ambiziosi. Dobbiamo fare in modo che chi è andato via per realizzarsi e trovare lavoro possa presto tornare in una città accogliente e piena di occasioni. Perché spesso perdiamo i migliori talenti non riuscendo a valorizzarli. Presto oltre alla lista Giovani al Centro” conclude Massidda ” metteremo in piedi un tavolo permanente con 100 giovani rappresentanti di associazioni e di tutte le categorie per affinare il programma”.

da casteddu online del 23 gennaio 2016
http://www.castedduonline.it/cagliari/centro-storico/31589/giovani-al-centro-con-massidda-dateci-lavoro-per-non-emigrare.html

Un reddito per chi è senza lavoro.

Il problema di come sopravvivere a Cagliari, così come in altre realtà della Sardegna, sta investendo sempre più famiglie e gran parte di quella un tempo considerata la classe media ormai inesorabilmente indirizzata sempre più verso la soglia di povertà, con conseguenze catastrofiche per la qualità di vita dei sardi.

L’ossatura portante della nostra economia era la piccola impresa, quella del settore agro-pastorale così come quella del piccolo commercio e dell’artigianato, che, insieme al settore pubblico e all’industria, manteneva lo standard socio-economico della nostra regione a livello nazionale garantendo per decenni un buon tenore di vita diffuso, pur con differenze nella distribuzione del reddito.

Il crollo del comparto industriale e la decimazione delle nostre piccole imprese – in parte causata dalla scellerata apertura dei mercati e dalla concorrenza di prodotti e aziende che producono a costi irrisori – ci rendono consapevoli di quanto la desertificazione economica e lo spopolamento della nostra terra siano legati, in assenza di una vera ed effettiva inversione di tendenza, a una semplice e disarmante questione di tempo.

Abbiamo solo una scelta per cercare di arginare tutto questo: capire che il tenore di vita dei nostri concittadini più sfortunati e in difficoltà riguarda l’intera comunità, perché il costo sociale lo paghiamo tutti. La soluzione è una sola e si chiama solidarietà sociale.

Ormai il confine tra agiatezza economica e povertà sostanziale è ai suoi minimi storici, spesso si tratta di un contratto precario non rinnovato o di una cartella di Equitalia giunta nel momento sbagliato.

Oggi chiunque di noi potrebbe ritrovarsi da un giorno all’altro in situazione di perdita di sicurezza economica, costretto a rivolgersi alle istituzioni e alle associazioni di carità. È sempre più avvertita e diffusa nel tessuto sociale l’intolleranza verso la supremazia del mercato sulla dignità umana, della speculazione sull’economia reale, del denaro che gira a fiumi nelle mani di pochissimi mentre la fascia di povertà si allarga smisuratamente.

Il Comune dovrà fare di tutto per aiutare famiglie, singoli e imprese, e non potrà farlo se non coinvolgendo l’intera cittadinanza; è una guerra che non si vince da soli e che si deve fare soprattuto per le nuove generazioni.

Abbiamo la grande opportunità di poter utilizzare al meglio le nostre risorse naturali e umane. Cooperare e collaborare è decisamente più utile che scontrarsi.

 

contrassegno

 

 

 

Franco Fozzi
www.pattopercagliari.it

Massidda: errore accorpare le Autorità portuali sarde

È un errore gravissimo accorpare le Autorità portuali della Sardegna, la nostra regione deve puntare con decisione sui porti dando maggiore impulso a un settore strategico che può creare ricchezza e posti di lavoro” così Piergiorgio Massidda commenta la decisione del Consiglio dei Ministri di accorpare l’Autorità portuale di Olbia a quella di Cagliari. “Il governatore Pigliaru intervenga sul Governo così come dovrebbero fare i parlamentari sardi, la Sicilia ha mantenuto due distretti come pure Liguria e Puglia, la nostra Regione è l’unica che sta accettando supinamente le decisioni di Roma. Dietro una falsa razionalizzazione si nasconde un provvedimento che ammazzerà la competitività dei porti più attivi e ridurrà la speranza di nuovi investimenti infrastrutturali in una regione come la nostra in cui gli scali hanno caratteristiche e peculiarità diverse. Fortunatamente non verrà messa in discussione la posizione degli scali di Cagliari e Sarroch che sotto la mia presidenza sono diventati porti Core potranno accedere a importanti e ingenti finanziamenti europei legati alle autostrade del Mare che produrranno nei prossimi anni nuovi posti di lavoro, il potenziamento della flotta Grimaldi che oggi scala Cagliari con grande frequenza è solo l’inizio di questo fenomeno. Non si capisce oltretutto” conclude Massidda “perché nella nuova Autorità di Sistema Portuale del Mare Di Sardegna, con sede a Cagliari, vengano inglobati i porti di Olbia, Porto Torres, Golfo Aranci, Oristano, Portoscuso-Portovesme, Santa Teresa di Gallura e venga ignorato uno scalo di importanza nazionale come quello di Arbatax che potrebbe avere invece un futuro importante dando un decisivo contributo alla crescita dell’Ogliastra e della Sardegna centrale”.