1: A Cagliari c’è il mare (e anche un porto)!

Le 7 Rivoluzioni: istruzioni per l’uso
La ricchezza che viene dal mare

A Cagliari c’è il mare. Non solo, c’è anche un porto. Vale la pena di dare questa notizia ai tanti amministratori  che in questi ultimi anni non se ne sono accorti. E quando se ne accorgono, sembra che siano infastiditi: non sanno davvero che farsene di tutta quell’acqua. Invece secondo noi è un’opportunità straordinaria per moltiplicare i posti di lavoro e creare sviluppo per la città. Come? Attraverso lo sviluppo del sistema portuale e la valorizzazione di tutto ciò che ruota attorno ad esso.

Primo passo, la zona franca doganale. È una possibilità legata all’applicazione di una legge nazionale che istituisce sei punti franchi doganali in corrispondenza dei maggiori porti isolani. Cagliari possiede già la sua zona, un’area di 6 ettari già autorizzata che può partire subito. All’interno si può istituire un particolare regime fiscale che comporta l’esenzione da dazi e accise, la sospensione dell’IVA per le imprese che operano verso i mercati UE e l’esenzione IVA per le imprese che operano verso mercati Extra UE. Insomma, tutta una serie di enormi vantaggi che da una parte comportano ricadute eccezionalmente positive in termini di occupazione, e dall’altra fanno sì che Cagliari possa essere finalmente un centro economico competitivo, un importante centro di interscambio commerciale e una meta preferenziale per investimenti da tutto il mondo. Gli investitori pronti a scommettere sulle opportunità di successo della zona franca doganale sono numerosi: ci ripugna davvero così tanto l’idea che investano i loro capitali da noi?

Strettamente legato all’attuazione della zona franca doganale, il settore della cantieristica navale. È una specializzazione che genera elevatissimi tassi di occupazione (basta pensare alle svariate tipologie di lavorazioni che interessano il settore). Discorso analogo per il Porto Canale: in un mercato nel quale la competitività tra gli scali è fortissima, la creazione di un vero e proprio sistema di rete portuale industriale – unita all’istituzione della zona franca – equivale ad attivare un formidabile moltiplicatore di ricchezza e di posti di lavoro. Che altrimenti finiscono in altre città.

Parliamo anche di turismo. “Cagliari Città Turistica” è una formula che è stata ripetuta a vuoto talmente tante volte da suscitare ormai un vago senso di nausea. La verità è che Cagliari ancora oggi sembra voler limitare il più possibile ogni relazione culturale ed economica con il suo porto. Una nuova configurazione della via Roma, unita alla creazione del porto turistico, permetterebbe invece la creazione di un vero e proprio punto di accesso. È l’idea di una “piazza sul mare”, che colleghi un vero scalo turistico alla città. Cagliari ha il dovere di candidarsi a diventare home-port, ossia il luogo in cui una nave inizia e termina la crociera, imbarcando da qui almeno il 60% dei passeggeri. Non possiamo più permetterci di sprecare questa opportunità. Solo quest’anno quest’anno è previsto l’arrivo di oltre 300.000 crocieristi. Il settore crocieristico in costante crescita è una risorsa preziosa: giusto per fornire un dato, a Barcellona l’home-port genera per la città una ricaduta media di 150/200 euro per passeggero. Attualmente i crocieristi preferiamo farli andare via da Cagliari il prima possibile (al massimo, giusto il tempo per bere un caffè e comperare un cestino sardo sotto i portici di via Roma). Invece, i turisti che si imbarcano e sbarcano devono potersi trattenere anche per una cena in un ristorante di qualità, un soggiorno in un hotel confortevole, visitare il territorio, fare shopping. Creare le condizioni che consentano ai passeggeri di fermarsi in città, pernottare e usufruire di tutte le strutture alberghiere significa creare ricchezza per tutti.

Sono semplici sogni o progetti troppo ambiziosi? Sì, ma solo perché finora sono mancate sia la volontà politica sia la capacità amministrativa di trasformare le potenzialità evidenti in realtà operanti, capaci di produrre ricchezza e lavoro. Per questo è ora di cambiare.

7 commenti su “1: A Cagliari c’è il mare (e anche un porto)!

  1. Massimiliano 2 maggio 2016 alle 21:36 - Rispondi

    Dal mare di Cagliari possiamo attingere anche a tanta energia termica per riscaldare e rinfrescare i nostri edifici.
    Esistono degli studi specifici fatti da CNR e Università di Genova, se volete saperne di piu’ chiedetemi pure

  2. Andrea Corda 2 maggio 2016 alle 23:52 - Rispondi

    Mi viene da pensare al tizio che si ritrova con una terra fertile,acqua a volontà, un sacco di potenziali clienti e lascia crescere le erbacce senza coltivare nulla perché preferisce guardarsi i brufoli allo specchio,lamentandosi di essere brutto,povero e sporco.
    Metafora che mi sembra calzare appropriatamente.

  3. Nuccio Monello 3 maggio 2016 alle 8:11 - Rispondi

    Tutti i programmi strutturali vanno sapientemente integrati con un ragionato progetto di promozione e visibilità della destinazione nonché con la definitiva risoluzione dell’annoso problema dell’accessibilità all’isola.

  4. Tidicappa 3 maggio 2016 alle 9:31 - Rispondi

    Non dimentichiamo nemmeno la piccola nautica ed i settori ad essa strettamente collegati come i piccoli esercizi di ricambi ed accessori che attualmente sono penalizzati da uno scarso interesse delle istituzioni verso questo settore; se si cressero posti barca di facile accesso per tutti e si mettessero gli appassionati in grado di alare con comodità, economicità e sicurezza le proprie imbarcazioni ( cosa che attualmente risulta un disastro ) ne avrebbe beneficio l’ intero settore.
    Troppo spesso a Cagliari si è parlato di nautica come di Maxi Yacht dimenticando che essi attualmente riguardano circa il 20% del settore e che creano un beneficio solo marginale per la città mentre si è sempre voltato le spalle alle migliaia di cittadini che vorrebbero poter avere un imbarcazione ma a cui mancano le strutture necessarie per potersela godere appieno.
    Non di ultima importanza, a mio avviso, sarebbe la creazione di un vero e proprio polo ( o quartiere nautico ) magari negli spazi della ormai ( ex ) fiera campionaria dove chi possiede un imbarcazione possa trovare tutto il necessario per la manutenzione; sarebbe davvero un grosso aiuto per le imprese legate al settore e potrebbe diventare un ottima pubblicità anche per le migliaia di turisti/diportisti stranieri che ogni stagione scelgono mete alternative come Tunisia/Malta/Sicilia per fare lavori ai propri mezzi.
    Siamo davvero al centro del mediterraneo, sfruttiamo questo immenso dono che ci hanno fatto !!

  5. roberto 3 maggio 2016 alle 10:20 - Rispondi

    parole veramente sante, questo e’ quello che vogliamo sentire da un futuro sindaco, e che possa finalmente sfruttare la situazione , cagliari ha tante possibilita’ di diventare una vera citta’ turistica, abbiamo tutti i mezzi per poterlo fare, ma chi ha governato ultimamente, non e’ stato in grado, forse perche’ non avendo la capacita’ di farlo, di farla diventare cagliari citta’ turistica con la t… maiuscola, forza massidda , siamo tutti con te

  6. Mauro Podda 3 maggio 2016 alle 11:55 - Rispondi

    Ti prego Piergiorgio, ricostruisce i buchi delle bombe in Castello
    E’ per un centro storico accogliente e x cancellare un brutto ricordo.
    Poi si chiede di liberare la città dalle auto. L’unico modo è, metterle sottoterra, secondo il vecchio piano della giunta Delogu. Compreso il parcheggio sotto via Roma, che l’attuale scellerata giunta ha bloccato quando era già cantiere. Zedda ha bloccato la città nel bel mezzo di una devastante crisi economica: non si può governare una capitale regionale con rotatorie e piste ciclabili !!

  7. Lucia 24 maggio 2016 alle 9:07 - Rispondi

    Sarebbe auspicabile potenziare la metropoli gal leggera in modo tale che arrivi fino alla stazione Fs di piazza Matteotti per poi anche l aeroporto e porto in modo tale da agevolare a basso costo, velocizzando e creando comfort ai turisti e cittadini che potrebbero da una parte raggiungere punti strategici della città come san Benedetto e da l altra aeroporto policlinico porto e altre località località del interland, poi la specialità secondo utili è la possibilista essendo al aperto di aprezzare il paesaggio e non i tunnel .

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