Chiusura Decimomannu, un danno economico da 12milioni per l’Area Vasta di Cagliari

Impossibile continuare a perdere pezzi in maniera così scriteriata e dissennata. L’abbandono della Luftwaffe, l’aviazione tedesca, che lascia la base dell’Aeronautica di Decimomannu dopo 57 anni, è un altro disastro per l’economia dell’intera area vasta e per la città di Cagliari. Una chiusura che arriva dopo quella definitiva del Centro manutenzione dei C 130 di Elmas, a dicembre, che ha prodotto immediatamente 15 disoccupati, i dipendenti della ditta di pulizie, nel silenzio più generale.
Assisteremo ora, impotenti, ad una seconda ‘La Maddalena’ dopo l’addio degli americani dall’isola, con altre centinaia di disoccupati, questa volta nel sud della Sardegna. Personale militare, civile che troveranno altra collocazione fuori dalla nostra Isola, spenderanno i loro stipendi in altre Regioni, le ditte d’appalto di pulizie, trasporti, manutenzioni, viveri e approvvigionamenti saranno invece costrette a chiudere. E a produrre altri disoccupati.
Questo è ciò che ha prodotto la becera battaglia della sinistra contro i militari, contro le basi: “Fuori dalla Sardegna”, dicono i ben pensanti della sinistra con il portafogli e la pancia piena, ma in cambio non propongono nulla di alternativo. Solo il deserto economico. Con la complicità della Regione ed il silenzio assordante del sindaco di Cagliari che non si rende conto del disastro a cui stanno andando incontro la città e l’intera Area vasta.
È questa la Sardegna, la Cagliari, l’Area vasta che vuole la sinistra? Noi non ci stiamo. I dati parlano chiaro: l’aeroporto di Decimomannu offre il supporto tecnico-operativo per le varie forze armate e per le ditte specializzate come la Vitrociset che investe circa 800 milioni di euro all’anno che scelgono Decimo per l’altissima valenza operativa.
Nell’aeroporto di Decimo è presente il Servizio Meteorologico regionale , l’80° Gruppo Elicotteri SAR per il soccorso ai civili (1000 interventi reali negli ultimi 50 anni di cui 950 per interventi a favore della popolazione civile) e per la prevenzione agli incendi, l’importantissimo “Servizio di avvicinamento” per tutti gli aerei civili che atterrano all’aeroporto di Elmas offerto da specialisti dell’Aeronautica Militare (nel 2015, con la gestione di 34000 voli civili e 5000 militari).
Un “sistema Difesa” che riversa su tutta l’area Vasta di Cagliari (Decimomannu, Villasor, San Sperate, Decimoputzu, Uta, Villaspeciosa, Assemini, Elmas, Uta, Quartu, Sestu, Monserrato, Quartucciu, Selargius e altri Comuni) un impatto economico e sociale impressionante. Sono impiegati attualmente 2000 lavoratori tra militari e civili per oltre 80 milioni di euro di stipendi, operano 80 ditte esterne a vario titolo per altri 1000 lavoratori della zona impiegati da ditte locali che svolgono servizi ed attività a supporto alle installazioni (servizi mensa, pulizie, manovalanza, lavori edili) con un volume d’affari che oscilla dai 10 ai 12 milioni di euro e infine investimenti con contratti centralizzati per oltre 15 milioni di euro. In mancanza di alternative valide e concrete, il mantenimento dell’attuale impianto economico-lavorativo militare e civile dovrebbe essere una priorità della politica della Regione Sardegna e degli amministratori locali.
Infine bisogna tenere conto delle imposte sulle retribuzioni che il personale versa nelle casse della Regione Sardegna che ammonta a circa 7 milioni di euro l’anno a titolo di IRAP e addizionale regionale IRPEF oltre che circa 400 mila euro di addizionali comunali ai vari comuni nei quali risiede il personale.
È questo l’impatto e le conseguenze dell’abbandono dell’Aeronautica militare tedesca, che compre il 50% dei costi di gestione dell’aeroporto di Decimomannnu. Cagliari, l’Area Vasta e l’intera Sardegna non possono permettersi di ritrovarsi di fronte ad un nuovo deserto economico.

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