Grillini alla corte di Massidda

Nel cartello dell’ex senatore approda anche la lista di un gruppo di ex M5S

De Santis e Di Cesare: competenza al servizio della politica

2015-12-16 - Unione Sarda - pag. 16

Il messaggio è nel logo: DemoDiretta . Simbolicamente, contiene anche il percorso dei proponenti: ex grillini folgorati dalle proposte di Piergiorgio Massidda. «Presenteremo la lista nei prossimi giorni, ma già possiamo anticipare che il programma avrà pochi punti qualificanti». Roberto De Santis (imprenditore), Nicola Di Casare (consulente) e Massimo Turella (ex cestista, avvocato, funzionario regionale) amano della politica l’aspetto più antico: «Proporre e discutere, valorizzare le competenze e la conoscenza». Reduci da un tortuoso percorso politico, De Santis, Di Cesare e Turella approdano nel cartello civico dell’ex senatore di Forza Italia avvertendo un’esigenza: «Si può ancora fare politica, se si ha alle spalle un’organizzazione. Noi, lavorando nell’Associazione 5 Stelle Cagliari, abbiamo cercato di trasferirla nel Movimento senza riuscirci». Da qui la decisione: «Via dal M5S, basta con Grillo e Casaleggio».
DISORGANIZZAZIONE Tanti i sassolini che De Santis e Di Cesare (Turella via telefono) desiderano rimuovere. Nella sala dell’hotel Panorama che sta per ospitare una conferenza politica, i tre ex grillini partono da lontano: «L’Associazione 5 stelle Cagliari nasce all’interno del Movimento e fin da subito ci siamo resi conto che il problema più grosso era l’organizzazione». Tara di respiro nazionale. «Esisteva una disorganizzazione totale. Questo vuol dire che, a livello locale, non si potevano selezionare gli aderenti. Il M5S era di fatto un porto di mare, aperto a ingressi esterni che nessuno poteva controllare. Al momento delle candidature alle comunali del 2011 una serie di personaggi ha millantato appartenenze e conoscenze con il fantomatico staff di Grillo e Casaleggio che nessuno realmente conosceva. È successo anche dopo, alle elezioni regionali e europee ma anche alle comunali in varie città».
L’ASSOCIAZIONE De Santis: «Per fortuna alle comunali del 2011 il Movimento ha perso. Conoscevamo i candidati: con loro ad amministrare sarebbe stato un disastro». Da qui l’idea di formare un’associazione. De Santis incontra spesso Grillo, ne discute: «Beppe non vedeva di buon occhio la nascita di un’Associazione 5 Stelle, di cui poi sono stato vicepresidente. Si convinse quando gli spiegai che i soldi andavano sistenati in un conto corrente e che era necessario costituire un figura fiscale trasparente». De Santis e diversi altri grillini hanno cercato di imporre un po’ d’ordine. «Invano». Di Cesare: «Politicamente, poi, non era sufficiente dire no ma occorreva elaborare proposte politiche serie sulla base delle proposte della base». Il successo alle politiche ha consentito di mandare in Parlamento quattro deputati e due senatori. Di Cesare ha lavorato dieci mesi a Roma: «Non sono riuscito neppure nel gruppo parlamentare a imprimere un po’ d’ordine». Sono arrivate le epurazioni, le contestazioni su costi e rimborsi. Il colpo decisivo in occasione della mancata partecipazione alle elezioni regionali 2014. «Il 3 gennaio Grillo ci informa con un post che non se ne fa più nulla: gruppi litigiosi, sparisce il contrassegno». Alle europee Di Cesare propone di assumere un atteggiamento di protesta («Sardegna senza seggio a vantaggio della Sicilia») e viene “tagliato”. «L’ho verificato: nel Movimento nessuno può avere o esprimere un’opinione personale».
Fatti devastanti che hanno creato una crepa insanabile. «Grillo ha il merito di accendere l’interese della gente alla politca, poi però la tiene ai margini, preferendo controllarla». La voglia di fare politica rimane: «Ci siamo resi conto che restando uniti potevamo fare altrove quel che dentro il M5S è stato ed è impossibile realizzare. Noi siamo stati il motore della proposta di un movimento mai acceso».
IL POPOLO Di Cesare: «I partiti sono lobby di potere che non fanno gli interessi del paese. Desideriamo riportare nell’alveo democratico il volere del popolo». Perché Massidda? «Ci conosciamo da tempo, lui era interessato alla nostra esperienza e noi a chi fa politica onestamente. Non tutti i politici sono ladri, ci sono anche politici onesti. Massida è capace, ha anche preso le distanze da un partito che lui stesso ha fondato. Ci siamo incontrati e trovati: il progetto che abbiamo elaborato è frutto di un lungo lavoro». Turella: «L’esperienza di ognuno di noi è diversa ma ho piacere a lavorare con gente in gamba. DemoDiretta si caratterizza per alcuni punti che riguardano il polo tecnologico». Basta improvvisazione: «Ognuno parlerà e si occuperà di temi che conosce».

dall’Unione Sarda del 17 dicembre 2015

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