Mannino: «Un codice etico per le coalizioni civiche»

2016-01-11 - Unione Sarda - pag. 14Non ha dubbi: «I movimenti civici sono laboratori e ma anche un’opportunità, concessa ai partiti, perché si rigenerino e creino una nuova classe di dirigenti». Pierluigi Mannino, consigliere di minoranza, studia la politica “dall’interno” e al cartello civico Cagliari 2016 guidato da Piergiorgio Massidda ha chiesto l’applicazione di «un codice etico per tutti i nuovi consiglieri dello schieramento». Precisa: «Non sono contro i partiti. Credo nella loro organizzazione ma – in virtù dall’esperienza di consigliere comunale maturata – penso che dimostrino stanchezza e scarsa capacità di elaborazione. Da qui la mia decisione di perseverare a far parte – dopo i miei inizi tra i socialdemocratici – in un movimento civico di responsabili».
Il consigliere-candidato (laurea in Scienze politiche, primo dei non eletti nel 2006 con la lista “Lavoro e quartieri, a palazzo Bacaredda dal 2011 con il raggruppamento “Fantola sindaco” che comprendeva l’associazione Patto per Cagliari) legge cinque anni di consiliatura con gli occhi di un oppositore disincantato: «La novità annunciata con l’elezione di Massimo Zedda si è rivelata nei fatti una proposta politica vecchia di 30-40 anni. Stando all’opposizione ho esercitato la critica, unico ruolo concessomi, tenuto conto che le proposte le fa la Giunta e le vota la maggioranza». Non sempre è andata così: «L’Aula ha votato anche qualche mia proposta, e anch’io, come in occasione del bilancio, ho votato con il centrosinistra. Per questa scelta sono stato criticato dalla mia parte politica. Pazienza. Quando un’idea o un progetto vanno incontro agli interessi della città bisogna sostenerli, anche se provengono dalla parte politica avversa». Da candidato civico si limita a osservare che l’attuale amministrazione aveva ereditato «una macchina amministrativa mortificata da chi li aveva preceduti, ma ora ci lascia un’amministrazione ancor più modificata, impoverita e male organizzata». Affondo su alcuni punti: «I campioni della trasparenza hanno pensato bene di eliminare il servizio appalti facendo gravare tutto sui singoli servizi. Rimane, per fortuna direi, una chimera il “porta a porta” per incrementare la raccolta differenziata dei rifiuti. Bando saltato e tutto da rifare. Non si è tenuto in considerazione il suggerimento di optare, come prescrive la normativa vigente, di procedere quando possibile per appalti frazionati».

dall’Unione Sarda dell’ 11 gennaio 2016

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *