Un reddito per chi è senza lavoro.

Il problema di come sopravvivere a Cagliari, così come in altre realtà della Sardegna, sta investendo sempre più famiglie e gran parte di quella un tempo considerata la classe media ormai inesorabilmente indirizzata sempre più verso la soglia di povertà, con conseguenze catastrofiche per la qualità di vita dei sardi.

L’ossatura portante della nostra economia era la piccola impresa, quella del settore agro-pastorale così come quella del piccolo commercio e dell’artigianato, che, insieme al settore pubblico e all’industria, manteneva lo standard socio-economico della nostra regione a livello nazionale garantendo per decenni un buon tenore di vita diffuso, pur con differenze nella distribuzione del reddito.

Il crollo del comparto industriale e la decimazione delle nostre piccole imprese – in parte causata dalla scellerata apertura dei mercati e dalla concorrenza di prodotti e aziende che producono a costi irrisori – ci rendono consapevoli di quanto la desertificazione economica e lo spopolamento della nostra terra siano legati, in assenza di una vera ed effettiva inversione di tendenza, a una semplice e disarmante questione di tempo.

Abbiamo solo una scelta per cercare di arginare tutto questo: capire che il tenore di vita dei nostri concittadini più sfortunati e in difficoltà riguarda l’intera comunità, perché il costo sociale lo paghiamo tutti. La soluzione è una sola e si chiama solidarietà sociale.

Ormai il confine tra agiatezza economica e povertà sostanziale è ai suoi minimi storici, spesso si tratta di un contratto precario non rinnovato o di una cartella di Equitalia giunta nel momento sbagliato.

Oggi chiunque di noi potrebbe ritrovarsi da un giorno all’altro in situazione di perdita di sicurezza economica, costretto a rivolgersi alle istituzioni e alle associazioni di carità. È sempre più avvertita e diffusa nel tessuto sociale l’intolleranza verso la supremazia del mercato sulla dignità umana, della speculazione sull’economia reale, del denaro che gira a fiumi nelle mani di pochissimi mentre la fascia di povertà si allarga smisuratamente.

Il Comune dovrà fare di tutto per aiutare famiglie, singoli e imprese, e non potrà farlo se non coinvolgendo l’intera cittadinanza; è una guerra che non si vince da soli e che si deve fare soprattuto per le nuove generazioni.

Abbiamo la grande opportunità di poter utilizzare al meglio le nostre risorse naturali e umane. Cooperare e collaborare è decisamente più utile che scontrarsi.

 

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Franco Fozzi
www.pattopercagliari.it

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