La rivolta civica di Massidda «Partiti costretti a inseguirci»

L’ex senatore azzurro ha iniziato la serie di incontri con gli elettori

Unione Sarda del 30/11/2015 - pag. 11Nella base operativa della sua lista “Cagliari 2016” in via Dei Carroz Piergiorgio Massidda guarda con apparente distacco a quanto avviene nel centrosinistra e nel centrodestra. «Osservo, registro, valuto». Un enigmatico sorriso sintetizza un verdetto che tiene per sé.

Domenica mattina, il quartier generale dell’ex senatore che punta a diventare sindaco, è gremito: con Giorgio Cugusi (consigliere comunale di Sel che presenterà una lista civica a sostegno di Massidda), candidati (Pierluigi Mannino tra questi) e cittadini che aspettano l’inizio della conferenza sull’Imu di Giovanni Cappai. Cugusi introduce i lavori, Massidda lancia uno sguardo alla platea: «Felice di condividere con loro l’inizio di un percorso che ci ha già regalato una vittoria». Quale? «È nei fatti, lo sarà di più nei prossimi mesi: aver costretto i partiti a riconsiderare il rapporto con i cittadini-elettori».

Degli avversari Massidda parla sempre con parsimonia. Diplomazia, innanzitutto: «Cautela dovuta, visto che ancora non sono emersi i nomi dei miei avversari». Tranne l’ex Authority, ufficialmente in pista da un mese (ufficiosamente da sette), e il vicepresidente del Consiglio Paolo Casu, candidato sindaco con un cartello di liste civiche, l’elenco dei competitori per palazzo Bacaredda presenta almeno due caselle vuote: i candidati a sindaco del centrosinistra e del centrodestra. Massidda: «Ho la sensazione che quanto stiamo facendo finisca per proiettarsi anche oltre le amministrative della prossima primavera». Immagina scenari ambiziosi: «Sto riflettendo su quanto sta succedendo, e mi sto rendendo conto di aver messo in moto una macchina che accompagna legittime aspirazioni ma anche di aver riacceso speranze in chi pensava di averle ormai rimosse».

La “rivoluzione civica” di Piergiorgio Massidda: costringere i partiti a inseguirlo. Avverte: «Noi non ce l’abbiamo con nessuno, registriamo però che c’è in atto una rottura di vecchi schemi politici causata e a vantaggio della società civile». L’ex coordinatore regionale di Forza Italia (per gli azzurri è stato anche deputato) non trattiene una riflessione: «Immagino che la nostra offerta politica possa interessare anche i due poli». Poi chiarisce, alla luce delle lunghe trattative nel centrodestra (Giuseppe Farris chiede le primarie di coalizione per accettare la candidatura) e nel centrosinistra (Massimo Zedda attende l’investitura, ormai imminente): «Nelle nostre liste abbiamo esponenti dei due schieramenti, e credo che l’esodo sia appena agli inizi».

dall’Unione Sarda del 30 novembre 2015

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