Passa la legge su cure palliative e terapia del dolore

Piergiorgio Massidda senatore del PdL annuncia il voto favorevole del senato sulla legge che garantisce l’accesso alle cure palliative e alle terapie del dolore. I relatori hanno fatto proprio “il lavoro fatto in Sardegna, di concerto con le associazioni dei malati che da sempre si battono per migliorare la qualità della vita dei pazienti terminali o gravemente sofferenti “. “La legge – continua Massidda – assicura il benessere della persona in ogni fase della malattia, anche in fase terminale, senza voler nè anticipare (eutanasia) nè ritardare (accanimento terapeutico) il decorso finale”.

In ogni regione verrà attivata una specifica ricerca dei presidi e delle prestazioni assicurate dal servizio sanitario e verranno individuate figure professionali competenti per questo genere di assistenza.

Per Massidda “il progresso ottenuto dalla medicina, sia in campo diagnostico che terapeutico permette non solamente di migliorare l’aspettativa e la qualità di vita delle persone, ma anche di aiutarle più efficacemente qualora siano colpite da malattie o da patologie che provocano dolori o disagio psico-fisico. La cura palliativa pone centro della propria attenzione non la malattia ma il benessere del paziente, che viene meno se si trova in uno stato di sofferenza. Ridurre il dolore per far vivere meglio la persona è il principale obiettivo della terapia palliativa e della terapia del dolore”.

“Il voto di oggi – conclude il senatore – dimostra che la politica può e deve fornire risposte ai bisogni di coloro che nella società sono piu’ fragili e indifesi, affermando la centralità della persona e la tutela della dignità umana, in qualunque condizione e in qualunque fase della vita. Si e’ parlato di fine vita, si e’ parlato di dolore e di sofferenza grave, su pazienti cronici e con situazioni apparentemente irrisolvibili. Eppure al centro dell’attenzione nel dibattito c’è sempre stata la prospettiva della vita e della sua dignità; la legge non fa alcun cenno a possibili forme di eutanasia e non ipotizza in nessun caso il ricorso a forme di sedazione profonda, anch’essa terminale, come modo per porre fine al dolore e alla sofferenza del malato.”

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