Volete sentire una cosa davvero sardista e sovranista?

Volete sentire una cosa davvero sardista e sovranista?
Voglio raccontarvi una storia che conosco piuttosto bene, essendo stato coinvolto in prima persona, come sapete. È una storia che parla di autonomia di governo sardo, di territori che si autogovernano e di una terra che diventa luogo di opportunità e di crescita economica.

La storia:
Tutto ha inizio tanti anni fa, quando – coi fondi della allora Cassa del Mezzogiorno – si costruisce il Porto Canale di Cagliari. Nasce come base di quello che si chiama “transhipment”: un porto dove le navi grandi depositano le merci e dove navi più piccole le distribuiscono nel resto del Mediterraneo.

Il porto nasce per dare spazi in zona franca alle aziende che hanno bisogno di insediare industrie di assemblaggio e di produzione di beni destinati a paesi extra UE. Un porto così a Cagliari, realmente funzionante, sarebbe stato una vera miniera d’oro per l’occupazione e per i servizi che ruotano attorno alle sue attività. Centinaia di posti di lavoro direttamente operativi nell’area e migliaia nell’indotto in città, nell’area metropolitana e in tutta la Sardegna, con diversi impatti di diversa natura.

Solo che, dopo che il Porto Canale di Cagliari fu pronto, si decise di farne uno simile anche a Gioia Tauro. Il problema è che quello di Cagliari, per il transhipment, è un porto più appetibile di Gioia Tauro, o comunque in seria concorrenza, sia perché è a poche miglia dalla rotta Suez-Gibilterra, sia perché è dotato di enormi aree a disposizione per le infrastrutture necessarie alle aziende interessate.

Fatto sta che il nostro porto e la nostra zona franca doganale vengono tenuti fermi e il loro sviluppo frenato. Errori, ritardi, pressioni politiche, questo non lo so. So soltanto che un gioiello è stato mortificato e sottoutilizzato per troppi anni.

Sapete come continua la storia? Continua nello stesso modo di prima. Con una società – la Cagliari Free Zone – della quale sono il Presidente (in realtà ancora per poco tempo), che non può far partire i bandi per assegnare le aree perché i suoi soci (Regione attraverso il Cacip in testa) ancora non prendono la decisione. Come sempre contro l’interesse dei sardi. Non decidono perché il Presidente sono io? Non saprei. So solo che non decidono e che ad essere danneggiati sono i sardi. La Zona Franca potrebbe essere aperta domani, eppure tutti stanno zitti.

Ma adesso arriva il bello della mia proposta sovranista e di autogoverno della Sardegna.

Noi sappiamo che nel settore della navigazione del Mediterraneo ci sono fior di investimenti sul bunkeraggio e il refuel, sul sistema di fornitura di carburante alle navi. Ci sono migliaia di navi in navigazione nel Mediterraneo ogni momento e molte di loro fanno “il pieno” in queste acque. Si chiamano “attività di bunkeraggio” tutte quelle che riguardano il settore di rifornimento nautico.

Ed ecco una vera battaglia sovranista.
Immaginate un Presidente della Regione che apre una vertenza con il governo di Roma per avere uno sconto sul carburante destinato al bunkeraggio in Sardegna, considerato che la Saras, più che per la raffinazione, è importante per i serbatoi che possiede e per la conseguente capacità di stoccaggio del materiale e che potrebbe noleggiare a chiunque.
Immaginate la fila di navi che pagherebbero le società di bunkeraggio, le quali farebbero a pugni per avere la loro sede a Cagliari. Adesso fate un ulteriore sforzo di immaginazione.

Immaginate le grandi compagnie di crociera che fanno di Cagliari la loro base operativa, grazie a questa convenienza.

Immaginate società di logistica, di distribuzione e di produzione di food o di altro che farebbero a cazzotti per avere un’area assegnata all’interno della nostra free zone.

Immaginate quale volano sarebbe per tutto il sud Sardegna e per le altre nostre zone industriali e di servizi. Immaginate quale inizio virtuoso potrebbe essere per il futuro della nostra terra, dei nostri figli.

Immaginate una terra che avrebbe bisogno di ingegneri, esperti di marketing, tecnici, operai, addetti di sicurezza, di società immobiliari, di assicurazioni, di manutentori, di impiantisti, di addetti all’ospitalità, alla ristorazione. L’avete immaginato? Anche io.

Io intendo l’autogoverno della Sardegna come un processo che deve partire da cose concrete, come questa storia che vi ho voluto raccontare. Ed è per idee come questa, condivise con un grande gruppo di amici e di persone di buona volontà, che ho voluto dare la mia disponibilità ad una candidatura a Sindaco di Cagliari.

Questi obiettivi, questi sogni, queste visioni, questi progetti, non saranno mai realizzabili se non ci doteremo di classi politiche autonome dai partiti nazionali, che rispondano solo al loro territorio, e non a interessi esterni.

Stiamo parlando della Sardegna di domani. Una regione nella quale il lavoro sarà il parametro più importante per le scelte strategiche che prenderemo tutto insieme. Stiamo parlando della Sardegna dei nostri figli e dei nostri nipoti.

9 commenti su “Volete sentire una cosa davvero sardista e sovranista?

  1. Mario 14 Marzo 2016 alle 18:22 - Rispondi

    fattibbilissimo , manca solo la volontà politica caro Giorgio. Zona franca estesa non solo al porto e luoghi limitrofi ; ma a tutta l’isola.

  2. Mario 14 Marzo 2016 alle 18:25 - Rispondi

    Fattibilissimo se , come tu hai detto, ci fosse la volontà politica per farlo. Tutta la Sardegna dovrebbe diventare zona franca.

  3. Paolo Picciau 14 Marzo 2016 alle 18:41 - Rispondi

    Caro Piergiorgio non hai fatto che ribadire cose che in terra nostra sono sempre avvenute ,per intetessi altrui in altri sitio e sedi .
    Come dicevi te il nostro porto canale era stato costruito x dare sia ľoportunita di lavoro a tante persone ,che di sviluppo x ľarea import export della Sardegna.
    Non mi dilungo peche poi diventerei molto offensivo verso quelle persone che hanno voluto questo.
    Ti Auguro di riuscire anche col nostro aiuto ,a mandare via questa politica dedita alla recessione del comercio Sardo.
    Ti faccio un in boca al lupo e a presto.

  4. antonello 14 Marzo 2016 alle 18:52 - Rispondi

    iniziativa lodevole, mi auguro non restino solo parole parole parole .auguri

  5. Edoardo Pacelli 14 Marzo 2016 alle 19:21 - Rispondi

    Mi sembra la storia di quel marito tradito che, per punire la moglie infedele, si taglia i cosiddetti! Forza, Piergiorgio, salva Cagliari e la Sardegna!

  6. Aldo Mulas 14 Marzo 2016 alle 19:59 - Rispondi

    Non mi è chiaro il ragionamento : perché la Regione dovrebbe aprire una vertenza con lo stato? Se la zona del porto canale fosse zona franca non si dovrebbero pagare quelle imposte che si pagano per la vendita comunitaria.
    Ed in ogni caso il materiale dovrebbe essere portato nelle banchine del porto canale, cosa che ha un costo.
    In ogni caso la Saras fa i propri interessi e quindi cosa potrebbe fare lo stato? Non potrebbe senz’altro imporre il prezzo alla Saras che oltretutto ha i suoi pontili e, se collegati agli stoccaggi di prodotti finiti, già potrebbe vendere alle navi.

  7. Andrea 14 Marzo 2016 alle 23:53 - Rispondi

    Io immagino ed ho già immaginato.
    È per non continuare a stare male dopo questi bellissimi sogni che preferisco aspettare di vederti sindaco.
    Così mi potrò permettere il lusso di sognare di nuovo con l’augurio che il sogno si realizzi.

  8. gianluca 15 Marzo 2016 alle 14:25 - Rispondi

    caro dottore, sembra facile, ma tu metti un professore alla guida della regione,….prima di lui un passacarte……. e prima ancora uno “illuminato” e la risposta è………non si fa mai nulla in questo posto e dalla parte dei casini ci siamo sempre noi………. ma tu hai tutta la mia stima perchè ci proverai e non ti faranno fare nulla

  9. Rosa Maria Lai De Francisci 16 Marzo 2016 alle 17:43 - Rispondi

    Caro Piergiorgio questi sogni fsntastivi chd ci fai immaginare io non li ho dimenticati. Adesso e’arrivato il momento di realizzarli. Siamo tutti con te.

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